Nero di Troia, un vino in crescita

Il Nero di Troia non è solo Castel del Monte, ma molto di più. E’ un bene per tutti che la produzione di questo vino abbia assunto una dimensione più ampia, perché lo fa uscire da una realtà di nicchia per farlo andare verso il mercato, possibilmente internazionale. Naturalmente le cantine che hanno fatto la storia di questo vino restano dei baluardi, ma accanto ad esse nuove realtà emergono in continuazione, in particolar modo nel foggiano che si sta rivelando sempre più un territorio da cui aspettarsi ancora tanto. Alcune aziende, le più giovani, devono ancora trovare una loro dimensione ed uno stile che le distingua, e questo si ottiene solo con il tempo, vendemmia dopo vendemmia e soprattutto con idee chiare.

Cose che non mancano a questa giovane azienda con sede a Foggia che si chiama Elda, in omaggio alla mamma del fondatore Marcello Salvatori. Giovane anche l’enologa Rosalia Ambrosino, come sono i vini che mantengono un taglio moderno e fresco. Il Primo 2016, Nero di Troia che non fa legno ma solo affinamento in acciaio e bottiglia, ha un bel colore rubino dai colori violacei con profumi che ricordano la violetta, la prugna, unitamente ad accenni balsamici di eucalipto. Bella l’armonia che si crea al palato che si stempera in note di liquirizia. Cenni di sapidità nel finale mentre sullo sfondo emerge una trama tannica di buona piacevolezza.
Pasquale Porcelli – Il Corriere del Mezzogiorno